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La Pennellata su FOLIGNO - Pistoiese (Play-out) 2008/2009
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il 8/6/2009 23:50:00 (95 letture)
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Tu sei l'immenso, tu sei la luce. Tu sei Juan Martin Turchi la nostra coperta di Linus, il nostro fratello maggiore quando gli altri fanno la voce grossa e ci progetti nel buio di un campionato da ricordare per come è finita e da cancellare per come siamo arrivati alla roulette russa dell'ultima partita. Perfetta verrebbe da dire se non avessimo dovuto ingoiare una quantità di rospi da indigestione. Quindi, Petterini a parte, c'è solo Juan Martin Turchi, la sua capocciata, il suo lampo azzurro che rimette dritto il nostro piccolo mondo e ci regala un altro anno nel calcio vero della Prima Divisione. Tu sei l'immenso, tu sei l'unico, tu sei l'emozione, la rabbia, la gioia, tu sei Foligno. Semplicemente un pezzo dorato nella nostra storia. Quella capocciata sul filo del fuorigioco è stato tutto e forse sarà tutto. E' stato tutto perché ha messo in ginocchio la Pistoiese di Torricelli, sarà tutto perché apre le porte alla costruzione del nuovo Foligno. "Sono stanco e deluso", ha detto alla fine il presidente Zampetti. Sono distrutto e basta (ma non vinto, finché c'è vita biancazzura non lo sarò mai), rispondo dal mio piedistallo di marmo che ha subito crepe pesanti ma non è caduto. Su quella statua che è Foligno, faccio spazio con grande onore all'argentino volante. Perché uno che ci ha portato in C1 e poi salvato dal dramma e dalla fine, non può non avere un piedistallo pallonaro dove onoralo nei secoli. Degli altri, difensori, capitanucci, attaccantini, centrocampisti, allenatori, non parlo: l'ho fatto per altre 35 partite e non mi muovo di un millimetro da giudizi e commenti. Ricordo solo una data: 3 maggio 2009. E dico: mai più. Niccolò l'Alunno Ps: adesso il riposo. Ma con un occhio sempre acceso sul destino del Falco. Che è anche il nostro destino. Ci siamo stati, zoppicando, barcollando, ma non siamo caduti. Che la terrificante stagione 2008-2009 sia di insegnamento a tutti: a chi comanda, a chi urla e a chi suda. Stop. Fino alla fine forza Foligno.
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La Pennellata su FOLIGNO - Juve Stabia 2008/2009
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il 10/5/2009 20:10:00 (161 letture)
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Chiuso per tristezza. Quoto lo straccio appeso dalla gabbia goliardica allo stadio. Chiuso per tristezza e chissà che ci toccherà vedere da qui al 7 giugno giorno in cui l'ultimo verdetto sarà scritto. L'umore mi dice che il nostro è già scritto, mi voglio rovinare sbagliando perché l'amore è infinito. Come il dolore. Qualcuno disse: "Non mi diverto più". Ed è arrivato Indiani. Qualcuno, qualche figuraccia dopo, ci aveva detto: "Se questa squadra va ai playout, smetto di giocare". Ci sono mille modi eleganti per andare in pensione, caro Guastalvino hai scelto il peggiore. Per chi ha la memoria corta, la frase sul diventimento (ce ne era anche una sul teatro, o sbaglio?) è del presidente Zampetti. Giusto così, per ridare a tutti quello che abbiamo vissuto e quello che stiamo vivendo. Non c'è nulla di personale, per carità. Parlo solo di logica e coerenza che, quest'anno, dalle parti nostre è vicina allo zero. Anche per chi sbandiera e tifa, naturalmente. Togliamoci subito il sassolino: il calcio d'angolo inventato è un assurdo. E' killeraggio scientifico dell'arbitro Barbeno di Brescia. E' la mala vita (vita difficile, mi raccomando) del girone sud e di un'altra Italia, inutile girarci intorno. Ma tolto il sassolino, la trave nell'occhio di un Foligno allo sbando e zero in tutto non ce lo toglie nessuno. Mi chiedo: si può gestire un valzer dei portieri come quello musicato, stonando, da Pizzimenti? Non che non si può. E i risultati eccoli: due uomini colabrodo con la maglia numero uno e a chi tocca tocca: papere a gogò e incertezze. E poi, onestamente non ho mica capito perché sono stati messi a sedere quelli che più di altri avevano deluso al derby, Cipolla compreso. A certi signori si dice chiaro che o ci stanno, o vanno in tribuna. Meglio se si fa in modo che ci siano: ci hanno portato a fondo, devono portarci fuori. Troppo comodo mandare allo sbaraglio Turchi, troppo comodo dire a Petterini e Cesaretti "vai avanti tu che a me viene da ridere". Loro ci hanno messo, faccia cuore e rimesso le gambe. Spero che in quello spogliatoio qualcuno abbia il rimorso di aver sciupato la buona fede di due ragazzi così. Salvo anche Buscaroli, unico pericoloso in attacco (sic). Non pensavo, onestamente, che si potesse replicare la figuraccia di domenica al Curi. Vuol dire che non avevo capito (ma non lo hanno capito in tanti visto, la gente allo stadio. Signori è amore, altroche) che siamo (cioè siete) una banda di professionisti della stecca, intesa per musica stonata. La Juve Stabia è poca roba: mestieranti, picchiatori e cascatori. Ma se ci dovremo incrociare i bulloni nei playout, vedrete non sarà una passeggiata. Perché loro credono alla salvezza, perché i nostri sono a pezzi, nella testa, nel morale e nelle gambe. Urge intervento vero della società. Urge capire tutti, anche l'ultimo abbonato che ha pagato la giornata biancazzurra, che cavolo si vuol fare del nostro Foligno. Io sono per la salvezza con l'impegno di tutti, poi ognuno (intesi i giocatori) per la loro strada. Spero per molti lontana da qui. Chiudo con due istantanee: Cipolla, Guastalvino e Coresi che si avviano in panchina con le pettorine gialle: lo scatto del fallimento. Mi verrebbe da dire del tradimento, ma capisco che è troppo e ricaccio in gola la rabbia. L'altro flash è per Pizzimenti che si gira e risponde a un contestatore. Male, un allenatore non fa così. Ci vuole grande freddezza per uscire dall'incubo in cui ci ha portato una squadra costruita male e gestita peggio. Non serve rispondere a chi paga e urla. Stop. Nicolò l'Alunno
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La Pennellata su perugia - FOLIGNO 2008/2009
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il 3/5/2009 0:10:00 (94 letture)
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Il giorno della vergogna. Ma cari signori, stampatevi bene questa cosa in testa: il vostro tradimento non riuscirà mai a spegnere il nostro amore per il Foligno. Adesso, però, se avete un minimo di dignità, se quando tornate a casa, vi guardate nello specchio e pensate (ma se si innesca chissà perché un neurone) alla sconfitta del "Curi" abbiate il coraggio di salvarci dalla retrocessione, playout compresi. Perché se si va agli spareggi siete talmente inetti che ci portate in Seconda divisione così come ci avete fatto vergognare di esistere davanti a un Perugia piccolo e vigliacco: nascondendovi e sparite per sempre. Cari compagni di spalto e di passione mi ripeto. Mi ripeto e riprendo (con una montagna di amarezza in più) quello che scrissi contro la Pistoiese. Ricordatevi per sempre questi nomi, ricordateli ai figli e ai nipoti perché saranno scritti nel libro nero della nostra storia. Sono quelli che hanno perso a Perugia dopo che per cinquant'anni abbiamo atteso questa sfida. Segnatevi questi nomi e quando li incontrate guardateli fissi negli occhi e scaricate (con lo sguardo, naturalmente) contro di loro tutto il vostro disprezzo, tutta la vostra rabbia, tutta la vostra delusione, tutta la nostra amarezza. Questa è una ferita che non si cancellerà mai, è un marchio a fuoco che ci porteremo sempre nella nostra vita e storia sportiva. Ed è per merito loro: Ripa, Gregori, Petterini, Buscaroli, Guastalvino, Signori, Furiani, Mandorlini, Cipolla, Coresi, De Paula, Cesaretti, Sciani, Turchi; se siamo stati umiliati da una squadretta e da un pubblico da operetta. Ma non è guardando gli altri che possiamo consolarci. Guardiamo, allora, dentro al nostro incubo. Guardiamo alle papere di Ripa (quante quest'anno? Troppe. Se fate i conti dei punti persi c'è da non dormirci) e a quell'applauso irridente e vergognoso del signor Cipolla, ex Cipollix. Sono le due istantanee di un pomeriggio di un giorno da cani. E non puoi stizzirti caro Guastalvino se sotto la curva non abbiamo voluto nessuno. Soli, con la nostra rabbia, il nostro dolore infinito e la nostra dignità. Quella che voi non avete avuto neanche per quei finti venti minuti che avevano illuso chi non sa di calcio. Glisso sui folignati, meglio che vadano a casa a ricordarsi che significano maglia, attaccamento e sudore. E chi a Campo di Marte ha urlato che dovete giocare con la maglia rossa e senza il falco sul petto, ha ragione. Dopotutto domenica 3 maggio 2009 nel primo derby a Perugia dopo cinquant'anni, lo avete già fatto. Niccolò l'Alunno
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La Pennellata su FOLIGNO - Potenza 2008/2009
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il 27/4/2009 23:50:00 (102 letture)
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Hanno fatto soltanto il loro dovere battendo il piccolo Potenza per 3-1. Certo, tre bei gol, qualche momento buono, un bel po' di smarrimento nel primo tempo, un Cipolla inguardabile (ma la magìa, mano o non mano, con cui ha appoggiato l'assist a De Paula per il 2-1 quasi lo riabilita anche se ha tirato un rigore da schiaffi. Cipo non va e basta). Il segnale è comunque buono: i falchi sono vivi e lottano insieme a noi, anche se la classifica ancora piange. Già, noi. Già, la lotta. Già, domenica. Già, il derby. Anzi, Perugia. Non credo che ci sia bisogno di motivazioni, né dentro né fuori dal campo. Semmai c'è bisogno di grande freddezza per evitare guai ed errori. E' un esame importante, cari compari di falchi e d'amore biancazzurro, non nascondiamocelo. Un esame a cui arriviamo un po' con le pezze al culo, ma con la grande voglia di girare una stagione. E il destino ci ha messo nella condizione che se va, si gira il vento nel modo più bello. Ce la possiamo fare, ce la possono fare. Ma ci vuole tantissimo sale in zucca. Sappiano tutti che vuol dire il 3 maggio, perché ognuno di noi ci andrà con un amore e una passione infiniti, con l'orgoglio che esce dal cuore: "So' de Foligno e me ne vanto", ma forse anche di più. Se lo mettano bene in testa. Ma si va anche con rabbia e perché no, una bella dose di odio (sportivo). Siamo soli, accerchiati, minati dal biancorosso anche dentro casa. Siamo soli, piccoli e alla prima in quello stadio, ma siamo FOLIGNO. Non il Foligno e non ce ne voglia nessuno, caro Zampetti, caro Peppe. Stavolta siamo FOLIGNO. Che è qualche cosa di più, molto di più. E' la storia di una città che non piega la testa contro chi vuole fare il padrone dell'Umbria, che non abbassa la testa contro la prepotenza, che non si piega di fronte all'ironia dei poveri di cervello e di spirito: quelli con la patata in bocca. Andiamo là con la storia di una città che è bella e fiera, che ha dieci bandiere ma ne ama una sola, andiamo con la storia di una società di calcio che ha sempre vinto e perso con le sue forze, senza mercenari, senza padroni a pagamento. Andiamo con le nostre sciarpe e le nostre bandiere, con la nostra ironia e con la nostra forza. Andiamo anche con le nostre (dei tifosi, intendo) divisioni che hanno sgualcito una stagione. Andiamo con Marcello e Chico, Matteino nostro, Pippo e Filippo; Paolo il grande, Daniele e Juan Martin; Marcos e Giovanni, Cristian e Matteo, Francesco che para, Francesco che picchia e Fabio che legna. Non andiano con gli stracci come ci è successo tante volte nei campetti di periferia, ma con le maglie più belle del mondo: con l'azzurro del cielo e il bianco dello stile. Andiamo e facciamo sentire chi siamo, perché siamo, perché ogni nostro respiro ne vale mille dei loro. Perché siamo FOLIGNO. Forza, ragazzi non deludeteci. E noi non deludiamo i nostri ragazzi. FORZA FOLIGNO, ma non fino alla fine. FORZA FOLIGNO fino all'ultima bava di vita. Andiamo, si parte...... Niccolò l'Alunno
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La Pennellata su FOLIGNO - Lanciano 2008/2009
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il 19/4/2009 23:40:00 (94 letture)
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La classifica non è mai bugiarda. Semmai sono bugiardi gli episodi che portano alla classifica che c'è. Allora ha il naso di Pinocchio il signor Indiani Paolo da Certaldo, visto e venuto come vate, uscito come un debole di reni, ci ha sempre raccontato che Cesaretti (ma anche Borgese prima del patatrack) non aveva i novanta minuti nelle gambe. Ce li ha avuti, invece, quarantacinque di troppo, anche stavolta, Giovanni Cipolla. Giusto per dire degli episodi bugiardi e dei bucanieri dello stipendio che giocano con il naso degli altri. Indiani ha giocato alla perugina ed eccoci qua, sprofondati nel dramma a tutto tondo. Uscire dai playout? Servono sei miracoli, ma se non la butti dentro come contro il piccolo, feroce, cattivo, piagnucoloso Lanciano, non vai da nessuna parte. E mi piange il cuore dire che le occasioni pesanti le ha sghembate tutte Marcos Ariel De Paula. Se poi trovi un arbitro che chiude gli occhi su tutto (attenti ragazzi alle designazioni, Lupo è recidivo. Ma non abbiamo un presidente consigliere di Lega? Ma devono sempre salvarsi quelli che sono già falliti? Ma che campionato è?) e cancella un rigore solare, allora la frittata è fatta. Gomiti Pizzimenti ci ha messo l'indispensabile, ma il frigo è vuoto e il 4-3-3 che con cui ha chiesto a Coresi di cantare e portare la croce, è svaporato dopo un tempo o giù di lì. Ma non si può certo chiedere a cinque dalla fine di ridisegnare una squadra che non c'è. Serve spremuta per il cervello, Marcello ha il modo di far girare il ricostituente, ma gli consiglio meno casino dentro a quella panchina. Piuttosto lo consiglio a chi gli sta vicino. Calma e gesso ragazzi perché la situazione è da brivido e anche una virgola sbagliata sul fronte dei nervi può mandare tutto in pezzi. Il resto l'avete visto e mi viene da non dormire la notte al pensiero del gol che, nel primo tempo, non è arrivato. Poi l'assalto contro la linea Maginot ha confermato dubbi su ossatura e momento atletico. Dico solo di prendere esempio tutti (anche chi sta sugli spalti, ci mancherebbe) dal signor Paolo Guastalvino, il capitano. Un altro passo, un altro cuore, un altro cervello. Un altro che è rimasto fuori, a Pescara, per scelta tecnica. Ah, episodi bugiardi (gli stiamo sbugiardando uno alla volta, ma non è una soddisfazione e speriamo che non sia tardi) quanti danni ci avete fatto. Comunque fino alla fine Forza Foligno. Attrezziamoci per l'extra-time e per nuell' affaruccio del 3 maggio. Avanti Falchi, avanti Foligno. Io non cedo, io non retrocedo. Niccolò l'Alunno
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La Pennellata su FOLIGNO - Benevento 2008/2009
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il 12/4/2009 23:40:00 (95 letture)
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Da dove vogliamo iniziare? Da Cipolla (evaporato) che in un contropiede liscio come l'olio, ignora Pencelli, si infogna in mezzo e apre alla ripartenza da cui è nato il gol? Da Pencelli che si è dimenticato Cattaneo che ha goleado? O da Conti che quando esce ha bisogno di una badante visto che sembra un nonno col bastone? A proposito: ma che li cerchiamo col lanternino i portieri che hanno le vertigini quando si tratta di spazzare l'area? Oppure vogliamo parlare del povero Cotza, bravo ragazzo ma squagliato a primavera? O di Coresi che si è dannato l'anima a vuoto, ha fatto sporcare il guanto a Mondini a dieci dalla fine e nulla più? O di De Paula che ha giocato da solo in attaccom e a centrocampo? O Di Petterini che se lo sono finito per farlo scattare in fondo a sinistra? O di Guastalvino che chissà perché non gioca visto che quando gioca, gioca così, cioè bene? O di Gregori che anche lui si salva col capitano e Pippo. Certo, Cesaretti è un cavallo che morde il freno. Signori randella ma non gli si può chiedere di disegnare il gioco, è solo un piccolo geometra dai modi sgraziati. Peggio, non si può chiedere (di disegnare il gioco) a Fiuzzi che un paio di volte nel primo tempo s'è trovato sulla trequarti col pallone sui piedi e l'ha ucciso. Facile dire che non ci siamo. Piuttosto meglio ricordare che a sei dalla fine oggi siamo ai playout e ho la brutta impressione anche di una flessione atletica e le prossime domeniche sarà ancora peggio col termometro. E' vero che abbiamo rincorso alla grande per due mesi, ma al dunque non si può far cilecca. Il Benevento ci ha dato la lezione doppia. In campo un golletto, un po' di possesso, un po' di mestiere e zero, dico zero rischi veri. Anche sugli spalti la lezione c'è stata. Ancora peggiore se è possibile. Ho visto le bandiere a scacchi bianche e azzurre lasciate ammucchiate da una parte, a tre scalini dalla tribuna stampa e mai usate. Un segno di resa da far gelare il sangue, come quello di chi, in campo, ha ruminato pallone senza dare mai l'impressione di poter girare la partita. Non mi interessa del Perugia che perde, della Ternana che cade. Mi interessa che si salvi il Foligno. Ma anche che chi indossa la maglia, in campo o sugli spalti, dimostri la voglia di tenere la categoria e di tenere all'onore. Urge esame di coscienza immediato, perché la prossima è di sabato e si va a Cava. Dovremo vergognarci un'altra volta? Niccolò l'Alunno Ps: E' tornato Juan MartinTurchi. Lunga vita bomber e non sarà un gol sbagliato o una stagione di trasverso a farmi cambiare idea su di te. Ci hai dato emozioni uniche, meriti rispetto fino all'ultimo secondo della tua carriera. Sempre e da tutti. Vamos.
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La Pennellata su Cavese - FOLIGNO 2008/2009
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il 12/4/2009 20:10:00 (80 letture)
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Il passo del gambero ci porta dritti dritti ai playout. Il confronto con il vertice del campionato che ci aveva illusi in avvio di girone di ritorno e dopo la sbornia regalata all'Arezzo, ci porta nel baratro con tre sconfitte tre consecutive. Brutta roba anche se magari quel rigore alla Cavese poteva essere un rigoretto. Ma passare tutto il primo tempo senza lo straccio di un tiro in porta non depone certo a favore dei nostri falchi. Troppo mosci nella trasferta che doveva essere affrontata col coltello tra i denti. Il fatto che ci abbia acceso l'illusione Buscaroli la dice lunga sullo stato di crisi degli uomini chiamati al gol. Che per noi sono più che tutto. De Paula si è spento con la mirabolante tripletta all'Arezzo, Coresi s'è afflosciato sul rigore parato da Indiveri e Cipolla... Cipolla chi? In Campania si è mangiato il pareggio e addio ai sogni di gloria e di speranza. Adesso al situazione si fa pesantissima, soprattutto in attesa dei recuperi di Pescara e Lanciano che possono allungare le abruzzesi (comunque un abbraccio a tutti loro, l'Aquila in testa) fuori dalla zona calda. A quel punto la corsa bisognerebbe farla sul Taranto che però ha gli scontri diretti super favorevoli nei nostri confronti. E non aiuta certo il calendario visto che quelle che lottano per non retrocedere (Pistoiese a parte) ce le abbiamo in casa e faranno barricate. Per loro non sono scontri diretti, ma occasioni per sgraffignare la vita. Insomma, adesso Indiani deve far vedere quanto vale, ma lo deve anche lo spogliatoio e tirare fuori non solo la grinta, ma tanto cervello. Siamo tornati alla prima fase delle gestione Indiani (schiaffoni imbarazzanti con tutti) e anche la società deve fare la sua parte. Alla grande. Non è il momento né delle pagelle, né dei processi, né della resa dei conti. E' il momento del Falco e basta. Avanti.
Nicolò l'Alunno
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La Pennellata su FOLIGNO - Arezzo 2008/2009
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il 22/3/2009 23:20:00 (95 letture)
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Dieci, cento, mille De Paula. Che spettacolo, ragazzi. Che emozioni, che sballo. Applausi a tutti, anche a Indiani che, tra emergenza e cervello, ha scelto la squadra che non t'aspetti, ha rispolverato l'evanescente Sciani che s'è sudato, una volta tanto, lo stipendio. Con risultati minimi, ma tanto c'era Pisellone in grado di rigirare il mondo. Testa, destro e sinistro, antologia del calcio biancazzurro e tutti a casa. Alè, ci siamo un'altra volta, abbiamo agganciato il treno giusto e ora si respira un po'. Mi riempie il cuore di gioia che si andrà a Pescara con Cipolla scarico di ammonizioni e carico di voglia. Loro con un palmo di acqua alla gola più di noi e chissà... E' vero, calma e gesso, forse corro troppo. Ma dopo le tre sberle all'Arezzo rigiocherei fino alle fine del campionato un giorno dietro l'altro. Tutto troppo bello. Da Sinisa Petterini che ha fatto un primo tempo a duecento all'ora a soldatino Pencelli olè. Applausi al ragazzo modesto e silenzioso che ha guadagnato centimetri, che non ha paura né di sbatterla in tribuna né di tentare la giocata. Il mattone della speranza poggia anche sulle sue spalle perugine (sic!), sulla confusione organizzata di Mandorlini, sul passo a volte un po' presuntuoso ma pesante di Signori, sul genio a intermittenza di Matteiono nostro e sul cuore dei tre della difesa. Gregori stavolta perfettissimo, Fiuzzi ok e Bisello che ci ha messo il fritto e ha finito con i carmpi, grandi anche loro in un pomeriggio che ci ha rimesso al mondo e ci fa annusare l'impresa. Non guardo alle disgrazie degli altri, ma già mi viene l'acquolina in bocca. Sapete a cosa penso, ma per essere coerente con domenica scorsa dico che non ci penso neanche un secondo. Penso, piuttosto a come salvare la girba da qui a maggio e come allungare il dolce di un pomeriggio saporito da tre magìe di un campione che ci sta facendo sclialare. Avanti Falchi, c'è la salvezza da conquistar. Niccolò l'Alunno PS. Faccio uno strappo alla regola. Non c'è niente da fare, il ritornello su Conte è la hit più riuscita della stagione. Applausi anche a quanti, pochi di numero, ci hanno messo una rabbia e un cervello degni di nota.
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La Pennellata su Crotone - Foligno 2008/2009
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il 15/3/2009 20:10:00 (99 letture)
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Ecco qua, nel baratro un'altra volta. Due domeniche con la testa fuori dall'acqua e lo schiaffo di Crotone che ci incantina un'altra volta. Non che si sognasse chissà quale impresa, ma quattro schiaffi fanno male. E fa male il prego s'accomodi regalato agli avanti rossoblù. Bilancio della puntata lungo la punta dello stivale tutt'altro che allegra: classifica da brividi, Borgese scassato e Cipolla che salterà (era in diffida) la sfida con l'Arezzo. Che diventa un altro appuntamento della vita. Come doveve essere quello crotonese e non è stato. Chi sa di calcio aveva capito durante la settimana che qualche cosa non quadrava. E non sarà stato certo il ko di Borgese a cambiare la partita. Significherebbe che la cura ancora non ha fatto effetto. E, a meno nove dalla fine, non possiamo permmeterci di sbagliare la pillola. Insomma, domenica nera e a nulla vale il gol del ragazzino Cesaretti. Peggio che non sia valso a nulla il vantaggio su rigore stangato da Matteo. Due minuti di illusione e poi il baratro. D'accordo, il gol del pari è stato un jolly, ma da lì non si può mica far tirare l'attacante della seconda in classifica come se fosse un allievo qualunque. Ecco l'errore che si intravvede nelle trasferta più lontana della storia: un po' si sufficienza nei momenti più caldi e il Crotone che ha cambiato il pomeriggio. Si ricomincia a soffrire e non illudiamoci del Pescara penalizzato. Stavolta non ci hanno aiutato gli altri risultati e neanche l'alzata di testa della Pistoiese fa piacere. La sosta è stata amara. Adesso il prode Indiani dovrà trovare una soluzione non per salvare le penne contro l'Arezzo, ma per volare via. Sarà un'altra maledetta domenica e prendiamo esempio da chi è andato a Crotone: è quello lo spirito giusto. Fuori gli attributi, dentro e fuori il campo, per girare per il verso giusto una stagione che c'eravamo illusi stesse addolcendo. Ps: visto che si è rimessa molto ma molto scura, pregasi togliere da pensieri e discorsi da bar la data del 3 maggio. E' solo una partita normale che serve ad evitarci lo spaccacuore dei playout.
Nicolò l'Alunno
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La Pennellata su FOLIGNO - Real Marcianise 2008/2009
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il 1/3/2009 0:00:00 (92 letture)
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Beh, che sono quelle facce? Pensavate di arrivare a fine stagione in carrozza? No, cari miei. Ci sarà da soffrire da morire e l'antipasto che ci ha servito il Real Marcianise per un puro miracolo non è stato indigesto. Siamo messi come domenica scorsa dopo l'impresa di Sorrento, manca una partita in meno e non è detto che un giorno di maggio non si debba benedire la rasoiata di Filippo che è stato l'unico tiro in porta dei falchi nostri. Stavolta zero in tutto, a parte il gran correre di Signori e il gol-punto del pari. Il resto da dimenticare (soprattutto la papera di Conti), ma non si può cancellare. Perché racconta tutte le difficoltà e gli incubi del girone sud e ci ricorda che anche con il mercato di riparazione la squadra ha delle pecche difficili da cancellare. Il problema non è tanto Baldanzeddu (attendo fischi) e che non abbiamo un pacchetto di centrocampo omogeneo e la coperta sarà sempre corta. Se poi trovi una squadretta che fa catenaccio dinamico e ci aggiunge un pizzico di scena ogni volta che un giallo viene toccato, avete visto che razza di montagna ci troviamo davanti. Se poi ci si mette anche il manico che perde il controllo il rischio patatrac è sempre dietro l'angolo. Facile spiegare che preferiamo squadre che ci affrontano a viso aperto piuttosto che formazioni che si chiudono. Sopratutto quando l'unico playmaker vero resta in panca e Coresi resta (con la testa) a casa. Insomma, nulla di nuovo, rispetto ai mesi dell'affanno, sotto alla pioggerella che ha uggiato il "Blasone". Alla fine non tutti i risultati delle altre ci hanno fatto del male e bisognerà dare un occhio a Pescara-Marcianise di domenica per capire come sarà il rush finale. Aggiungo che se la squadra sembrava una frittata impazzita, non meglio è andata sugli spalti. Sono rimasto di sasso quando ho visto che si stava larghi in gradinata. Mah, neanche l'impresa di Sorrento ha acceso la fantasia dei pantofolari folignati. Roba da non credere. Che poi il pacchetto gole non sia andato a mille, lo reputo una conseguenza logica. Avanti falchi. Niccolò l'Alunno
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