Quart'ultimi. In nove contro undici neanche lo straccio, rigore a parte di Turchi, di un tiro in porta. Non dico che bisogna andare a vincere ad Arezzo, ma per come si era messa almeno lottare per cercare il pari, sì. Invece,. no. Invece avanza la paura di non farcela, di scivolare sempre più giù. Ultima vittoria il 10 gennaio, un punto nelle ultime cinque giornate, una crisi tecnica da paura, una paura a scendere in campo e giocare che fa venire i brividi. Tutto per raccontare di una stagione incomprensibile: bella, bruttina, col sorriso, poi l'incubo infinito.
Mancano nove partite, il prossimo trittico è da brivido (Viareggio dentro, Sorrento e Como fuori) ci giochiamo quasi tutto e pensare che all'andata quelle tre partite portarono nove punti, quasi fa sorridere. Ci saranno processi ai crocicchi dei tifosi (ma attenti che se siete troppo cattivi poi ve lo dicono in tv...), la società si guaderà intorno, forse domenica
non troveremo più Fusi in panchina e speriamo di non trovarci Matrecano. Abbiamo le scatole piene di queste figuracce, di sorrisi di circostanza e parole sbagliate. Ma visto che c'è in ballo non solo il Foligno ma Foligno, credo che la soluzione migliore sia quella di stringere fila e denti fino alla fine e vedere di salvare il salvabile. Cioè raggiungere la salvezza. Visto che la gente allo stadio ci viene, un altro segnale di maturità di chi ha il Falco nel cuore, diventa d'obbligo. Il resto lasciamolo a chi cerca, sbagliando, nemici in tribuna.
Nicolò Alunno
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