Guardo al risultato. Non ai numeri. E il risultato dice che abbiamo beccato contro la Cremonese e che in cinque partite del girone di ritorno abbiamo fatto quattro punti. A Cremona una difesa imbarazzante ed è vero che Turchi è stato fermato a tre centimetri dal quattro a quattro, ma loro, prima si sono trovati due volte soli davanti al portiere (bravo , almeno lì, Tomassini) e hanno beccato un incrocio dei pali. Quindi, va bene mangiarsi le mani, ma non chiudiamo gli occhi. Un buona partenza, una tracollo da urlo e una risalita legata sia alla rabbia dei nostri che alla sufficienza dei grigiorossi che hanno alzato il piede dall'acceleratore della concentrazione.
Guardo al male di un reparto arretrato che sbanda a ogni filo di vento (Gregori, Guastalvino e Rossi da schiaffi, Tomassini automaticamentre travolto e Pencelli che arriva al sei meno meno con mestriere ma ogni volta che deve proporsi o appoggiare è un dramma) e chissà come andrà a finire. La squadra con la peggior difesa, in genere, non va lontano. E non basta l'attacco. Perché, a vedare bene la sfida dello "Zini", Cavagna ha sofferto da morire. Non tragga in inganno il gol. Se devo dire, nella prima frazione (ha avuto anche una bella occasione con buona parata di Paoloni) chi è mancato là davanti a dare sostanza contro una difesa che soffriva i cambi di ritmo, è stato proprio Matteo. Nessuna croce, per carità. Piuttosto c'è da capire cosa pensa lo spogliatoio di questa situazione. E' vero che non mollano mai, ma è arrivato il momento di giocare novanta minuti, ma non quando gli altri sono scappati. Anche perché le prossime due sono con Lecco e Moonza in casa: se non arriva il pieno, la benzina per sfangarla potrebbe non bastare. In ogni caso giù le mani da Luca Fusi.
Nicolò Alunno
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