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Lu piccione..e il PRESIDENTE |
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martedì 09 giugno 2009 |
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Caro presidente,
immagino che ritrovarsi per mesi senza uno sponsor e presentarsi ai nastri di partenza con 200 abbonati sia deprimente per chi sognava di rigenerare l'ambiente sportivo cittadino riportando le famiglie allo stadio. E' stato deprimente anche per noi, presidente. Ci vergognavamo ad ogni uscita dei giornali locali che riportavano il dato sulle tessere vendute. Ti hanno accusato di aver smantellato la squadra per fare cassa , e hanno accusato di cieco filo-societarismo anche noi, che difendevamo la bontà del "progetto" e le scelte tecniche,pronosticando un campionato all'altezza delle aspettative. Anche noi come te decidiamo la data delle vacanze sulla base delle amichevoli estive, anche noi come te rinunciamo a tante cose per seguire la squadra della nostra città. Anche noi come te vorremmo che i folignati fossero più partecipativi, anche a noi piacerebbe vivere in piena coerenza con lo "stile Foligno" , senza dover scendere a compromessi.Anche noi soffriamo quando lo stadio non si riempe (leggasi : sempre) o quando qualche testa calda esagera nello smitragliare giudizi ad alzo zero .
Anche noi come te vorremmo una squadra di lottatori, dove l'esperienza dei senatori supporti l'esuberanza e la vis agonistica dei più giovani. Vorremmo vincere senza aiuti celesti e perdere con la dignità di chi ha speso in campo anche quello che non aveva.
In questo, presidente , siamo simili.
Anche noi siamo appassionati , determinati e permalosi.
Non posso non credere che anche a te come a noi non sia girato il culo di fronte a certe prestazioni della squadra e a certi atteggiamenti dei singoli.
Non posso non credere che alla fine di certe partite non ti sia venuta voglia di accendere una pira e sacrificare la rosa a qualche divinità esotica .
Magari, come una coppia triste , non abbiamo più niente da raccontarci. Possiamo continuare per anni a rinfacciarci le accuse, le contestazioni ingiuste ,le dichiarazioni filo-perugine, gli insulti personali.
Oppure possiamo tirare una bella riga ( in senso metaforico, siamo uomini virtuosi), dirci apertamente quello che pensiamo l'uno dell'altro , insultarci, scannarci, ma subito dopo cominciare a lavorare per riprenderci quello che ci è stato tolto da questa stagione scellerata : la fiducia reciproca, l ' abitudine di camminare a testa alta, la voglia di tornare a giocare quel calcio sanguigno e spregiudicato che tante soddisfazioni ci ha dato in questi anni.
Come diceva Benito Mussolini , " quando si ha un amico, si cammina con lui fino in fondo".
Ecco, a me piace pensare che noi siamo ancora amici e che ci troviamo appena alla metà del percorso da fare.
Avanti falchi.
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FOLIGNO-Pistoiese (Play-out) |
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lunedì 08 giugno 2009 |
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Tu sei l’immenso, tu sei la luce. Tu sei Juan Martin Turchi la nostra coperta di Linus, il nostro fratello maggiore quando gli altri fanno la voce grossa e ci progetti nel buio di un campionato da ricordare per come è finita e da cancellare per come siamo arrivati alla roulette russa dell’ultima partita. Perfetta verrebbe da dire se non avessimo dovuto ingoiare una quantità di rospi da indigestione. Quindi, Petterini a parte, c’è solo Juan Martin Turchi, la sua capocciata, il suo lampo azzurro che rimette dritto il nostro piccolo mondo e ci regala un altro anno nel calcio vero della Prima Divisione. Tu sei l’immenso, tu sei l’unico, tu sei l’emozione, la rabbia, la gioia, tu sei Foligno. Semplicemente un pezzo dorato nella nostra storia. Quella capocciata sul filo del fuorigioco è stato tutto e forse sarà tutto. E’ stato tutto perché ha messo in ginocchio la Pistoiese di Torricelli, sarà tutto perché apre le porte alla costruzione del nuovo Foligno. “Sono stanco e deluso”, ha detto alla fine il presidente Zampetti. Sono distrutto e basta (ma non vinto, finché c’è vita biancazzura non lo sarò mai), rispondo dal mio piedistallo di marmo che ha subito crepe pesanti ma non è caduto. Su quella statua che è Foligno, faccio spazio con grande onore all’argentino volante. Perché uno che ci ha portato in C1 e poi salvato dal dramma e dalla fine, non può non avere un piedistallo pallonaro dove onoralo nei secoli. Degli altri, difensori, capitanucci, attaccantini, centrocampisti, allenatori, non parlo: l’ho fatto per altre 35 partite e non mi muovo di un millimetro da giudizi e commenti. Ricordo solo una data: 3 maggio 2009. E dico: mai più.
Nicolò Alunno
Ps: adesso il riposo. Ma con un occhio sempre acceso sul destino del Falco. Che è anche il nostro destino. Ci siamo stati, zoppicando, barcollando, ma non siamo caduti. Che la terrificante stagione 2008-2009 sia di insegnamento a tutti: a chi comanda, a chi urla e a chi suda. Stop. Fino alla fine forza Foligno.
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lunedì 01 giugno 2009 |
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Siamo tutti sconcertati, increduli e rabbiosi, una partita segnata da un gesto al limite della pazzia (vero Matteo?), scelte tecniche che fanno perlomeno pensare, un calo atletico a dir poco preoccupante ed i soliti buchi nelle palle inattive.
Però aspettate un attimo, anzi 90’, c’è una partita ancora da giocare e che si può vincere, ma tutti devono fare la loro parte, giocatori, società e tifosi.
E faccio un appello soprattutto agli ultimi, che sono sull’orlo di una crisi di nervi, cerchiamo di restare calmi per un’ora e mezza, tutti uniti, carichi e orgogliosi, incitiamo fino alla fine la nostra maglia, poi dopo si vedrà, ma fino a quando c’è un filo di speranza, nessuno si deve mettere in disparte e soprattutto creare nervosismo in questo momento cruciale, non solo della stagione ma forse anche futuro della nostra storia.
Il compito è arduo, ne siamo coscienti, però in un modo o nell’altro ce la dobbiamo fare, basta un po’ di calma e tanta grinta, quella che è mancata in gran parte dell’anno.
Coraggio ragazzi, domenica si gioca a Foligno non lo dimentichiamo, e dovranno renderselo conto anche gli arancioni.
Claudio
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La Pennellata su Pistoiese - FOLIGNO (Play out) |
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lunedì 01 giugno 2009 |
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Dai ragazzi, non è vero. Non è vero che nella partita più importante della storia del Foligno vedo uscire i falchetti dal tunnel e c'è Sciani. Dai, non è vero che abbiamo giocato a Pistoia, siamo passati in vantaggio per uno a zero e poi Coresi ha inseguito a centrocampo un arancione e quasi lo azzoppa. Rosso a vita, altro che storie. Abbiamo visto le comiche. Cesaretti in panchina, Sciani in campo e dopo che siamo finiti in dieci un asseddio che neanche Forte Apache. Geppetto Torricelli ci ha messo nel sacco, ma il solito impegno a favore degli altri dei ragazzi in biancazzurro non è mancato. L'analisi è una sola: non hanno gambe perché sono scarsissimi. Non hanno cervello né cuore. L'abbiamo capito dal 7 settembre (Foligno-Taranto:2-3) ,ma ce lo avete ripetuto talmente tante volte che avete offeso la nostra intelligenza. Ci giochiamo tutto in novanta maledetti minuti. Ultima prova d'appello di un campionato che ci ha messo sempre la prossima partita come quella utile per la svolta. Signori, avete le spalle al muro, anzi, camminate sul filo con sotto un precipizio che può sfracellare la storia di una società e di un sogno. Non vi chiediamo di giocare al pallone, non vi chiediamo colpi ad effetto: perché sappiamo che non ne siete assolutamente capaci. Vi chiediamo di essere uomini. Una volta sola, non di più.
Nicolò Alunno
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LA CHAMPIONS LEAGUE A PISTOIA |
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mercoledì 27 maggio 2009 |
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Non ci saranno ottantamila persone, non ci saranno spettacoli pirotecnici, non ci saranno televisioni da tutto il mondo, non ci saranno milioni di telespettatori, non ci saranno sponsor e multinazionali, non ci saranno autorità e protagonisti del gossip, ma per noi la vera finale di champions si giocherà domenica al “Marcello Melani” di Pistoia.
La tensione, la rabbia, la carica, l’orgoglio, l’amore che tutti noi avremo dentro, non è paragonabile a nulla di tutto quello che avverrà nella finale di Roma.
C’è una salvezza che vale molto di più della coppa con le orecchie, c’è un campionato prestigioso da conservare, e una favola da continuare.
E voi che verrete, lasciate a casa contestazioni, polemiche e tutto ciò che potrebbe innervosire chi scenderà in campo, è il momento di cantare, è il momento di stringerci intorno al nostro falco, di lottare uniti per un unico scopo.
Come già detto in precedenza non dovevamo arrivarci a questo punto, ma ora ci siamo e dobbiamo sopravvivere in questo torneo che abbiamo sognato per anni.
E allora coraggio Guastalvino “dono divino”, Matteo nostro, Filippo furia straripante, Mandorlini “più forte del papà”, “Pisellone” De Paula, alza i gomiti Marcello c’è da combattere come facevi una volta, e pure tu Cipolla che l’hai fatta grossa, ma sappiamo bene che puoi far male, e coraggio anche a te Presidente, che nonostante le tue “deliranti” frasi pre-derby, e qualche spocchioso atteggiamento, sei sempre l’artefice di un miracolo e di un progetto esemplare, a tutti voi chiediamo di lottare e di regalarci questa vittoria che per noi varrebbe più di un trionfo europeo e di una medaglia d’oro. Per la città, per la maglia e per i nostri cuori che palpitano per voi, avanti falchi!
Claudio
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